L’Europa gioca d’anticipo

L’Europa gioca d’anticipo

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Di Santacroce Benedetto

L’Unione europea anticipa al 2026 alcune misure doganali per colpire le piattaforme extra Ue di e-commerce che, attraverso l’invio diretto al consumatore finale di piccoli colli di valore intrinseco non superiore a 150 euro evitano, di fatto, i controlli alle frontiere unionali. 

Le decisioni finali prese il 26 marzo 2026 in occasione dell’approvazione del nuovo codice doganale dell’unione con un accordo tra Parlamento Europeo e Consiglio stabiliscono una road map molto stringente:

1. entro il 1° luglio 2026: viene introdotto un dazio doganale di 3 euro sulle piccole spedizioni di valore non superiore a 150 euro. Sarà applicato a ciascun prodotto contenuto in una spedizione secondo le rispettive voci doganali e colpirà tutte le merci che entrano in Ue per le quali i venditori di Paesi terzi sono registrati nello sportello unico per le importazioni (Ioss – import one shop stop).

In questo modo colpirà, secondo le stime dell’Ue, il 93% di tutti i flussi di commercio elettronico. Come si ricorda, l’iscrizione nello sportello Ioss si è resa obbligatoria per i soggetti non residenti in Ue a seguito della riforma Iva del 1° luglio 2021 con la quale per le specifiche transazioni erano state soppresse le franchigie Iva in dogana;

2. entro il 1° novembre 2026: viene introdotta una Handling fee (o tassa di gestione) che sovvenzioni la digitalizzazione di un processo di controllo dei singoli pacchi alla frontiera.

L’iniziativa riveste una particolare importanza strategica perché anticipa gli sforzi di digitalizzazione del sistema doganale unico di controllo (Eu customs data hub).

Questa misura si somma ai 3 euro daziari citati e sarà fissata con un apposito decreto delegato di prossima pubblicazione.
In effetti, l’ammontare finale di questo onere potrebbe avvicinarsi facilmente ai 2 euro previsti dal nostro contributo;

3. entro il 2028: eliminazione dell’esenzione daziaria prevista dal regolamento 1186/2009/Ce per l’importazione di beni di valore intrinseco non superiore a 150 euro.

Questa misura allinea dazio e Iva sulle operazioni di e-commerce e costituisce una soluzione necessaria per combattere la parcellizzazione del mercato, ma deve essere gestita con una contemporanea digitalizzazione del sistema di controllo. 

Come si comprende, la strategia decisa dalle autorità di Bruxelles si sovrappone al contributo di 2 euro varato dal Governo con la finanziaria 2026 e ora sospeso e ciò fa propendere per un ulteriore rinvio della misura. 

I prossimi mesi saranno fondamentali per comprendere il futuro della misura nazionale. 

Studio Santacroce & Partners

 


 

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